per la vita che scegli – prologo 3


Come ho iniziato il percorso che ha fatto diventare lo shiatsu il mio lavoro

Questa è la storia di come sono arrivata a capire che lo shiatsu poteva diventare un lavoro, di come ho goffamente iniziato e sbagliato sbagliato sbagliato, e di come ora sto lentamente riuscendoci. Perché “per la vita che scegli” non è solo il nome di questo sito.

La storia è lunga più di dieci anni, ormai, ed è una sorta di romanzo di formazione: tutto è cominciato con il fare qualcosa per me, e permettere che questa azione cambiasse piano piano la mia vita.

Ho iniziato la scuola shiatsu nel 2004, il corso amatoriale. Mi piaceva l’idea di fare qualcosa per me, insieme alla persona con cui stavo allora.

Avevo conosciuto lo shiatsu qualche anno prima: una shiatsuka mi aveva sostenuta con un ciclo di trattamenti in un periodo molto stressante per me: mi dividevo tra Conegliano, dove lavoravo e vivevo, Padova, dove lavoravo e studiavo e il Friuli, dove viveva il mio ragazzo.
Il corso amatoriale durava un paio di mesi; mi è piaciuto molto, tanto che ho deciso di continuare tutto il primo anno, questa volta solo io,  sempre per fare qualcosa per me. Allora l’idea di lavorare con lo shiatsu non mi sfiorava nemmeno. Avevo vinto un concorso per un posto come tecnico informatico all’Università di Padova, preso in affitto un appartamento e mi ero trasferita lì. Il lavoro era molto stimolante, e mi lasciava anche un bel po’ di tempo libero e tanta flessibilità.

I miei colleghi (non tutti) del tempo. Persone serie.

Alcuni dei miei colleghi del tempo. Persone serie.

Finito il primo, mi sono iscritta anche al secondo anno, per continuare a fare qualcosa per me. Il corso era diventato serale, una volta a settimana. Per me più gestibile e soprattutto non mi occupava tutti i weekend che potevano essere dedicati ai miei genitori e al mio ragazzo.

Alcune cose sono cambiate, durante quel secondo anno di frequenza.

Ho passato un brutto periodo, e il Friuli non è più stata una meta costante. Mi sono iscritta ad un corso di danza orientale e la scuola di shiatsu ha cambiato sede.
Quel periodo di cambiamenti è stato anche quello che in qualche modo ha fatto scattare un interruttore: ho conosciuto quelli che sono ancora i miei cari amici, e loro mi hanno aiutata in un percorso di risveglio quasi a schiaffoni. Ho cominciato ad accettare la diversità, ad aprire un po’ di più i miei occhi e a guardare il mondo con una prospettiva un po’ più ampia.

Il mio primo saggio di danza orientale

Il mio primo saggio di danza orientale

Ho deciso di frequentare anche il terzo anno della scuola di shiatsu, questa volta con una vocina che mi diceva “forse non solo per te, forse potrebbe diventare il lavoro con cui invecchiare”.
Nel frattempo avevo anche cominciato a fare dei viaggi sospetti e frequenti verso Pisa. Prima una volta al mese, poi sempre più spesso.
A metà 2009 stavo prosciugando i miei risparmi (e la pazienza della gatta) in viaggi Padova-Pisa a/r.

E quindi, la decisione: ho preso un anno di aspettativa e ho aperto la partita iva (come in una poesia).

Ho fatto i bagagli e in un furgone a noleggio riempito come in una schermata di tetris da ultimo livello e guidato da un futuro pilota di rally (in moto) mi sono trasferita a Pisa: io, la gatta, la mia laurea in informatica e il mio attestato della scuola shiatsu. (E molti scatoloni)

Morgana, la mia gatta, dentro uno scatolone. Aveva paura la lasciassi lì

Morgana che aveva paura la lasciassi lì

L’idea era guadagnarmi da vivere facendo la shiatsuka.

Un po’ hippie e un po’ naive ho steso il mio futon nell’openspace che era la nostra casa e ho cominciato a fare qualche trattamento shiatsu agli amici per farmi conoscere, confidando che in breve avrei avuto la lista d’attesa di clienti paganti.

Come puoi immaginare non è andata proprio proprio così 😉

Nel prossimo articolo ti racconterò di come ho buttato cinque anni di regime dei minimi aspettando che i clienti venissero a cercarmi, e di come ho capito che invece dovevo essere io ad andare a cercare loro.


Informazioni su Monja Da Riva

Sono Monja, un'operatrice shiatsu un po' particolare, uso lo shiatsu e tutto quello che ho imparato con più di vent'anni di danza e lavoro personale sulla consapevolezza corporea per ascoltare ed aiutare le altre persone ad ascoltarsi e a prendere coscienza profondamente del loro corpo. Lo faccio di persona, dal vivo, a Cascina (Pisa). Arriverò anche online, ci sto pensando! Nel frattempo se vuoi scrivermi ti leggo molto volentieri!


3 commenti su “per la vita che scegli – prologo

  • Gm

    …ma quanto siete cresciute, tu e Morgana? (o si dovrebbe dire Morgana e te?)

    • Monja L'autore dell'articolo

      😀 ti mancavano gli inizi perché ancora non ci conoscevamo 🙂

I commenti sono chiusi.